martedì 12 febbraio 2013

Felice Carnevale!


Carnevale vecchio e pazzo
s’è venduto il materasso
per comprare pane, vino,
tarallucci e cotechino.
E mangiando a crepapelle
la montagna di frittelle
gli è cresciuto un gran pancione
che somiglia ad un pallone.
Beve, beve all’improvviso
gli diventa rosso il viso
poi gli scoppia anche la pancia
mentre ancora mangia, mangia.
Così muore il Carnevale
e gli fanno il funerale:
dalla polvere era nato
e di polvere è tornato
.

G. D’annunzio

Carnevale deriva da “carnem levare”, e prove sicure di questa etimologia ci vengono anche dal termine siciliano “carnilivari” e da quello spagnolo “carnestoltes”. Originariamente, Carnevale indicava il giorno da cui sarebbe incominciato il periodo della Quaresima, durante il quale non si sarebbe più mangiata la carne, perché dedicato a penitenza e digiuni. Quindi: prima che iniziasse questo periodo di privazioni, bisognava approfittare per fare festa. Nel Carnevale si è trasferita l'antichissima sfrenata festa dei Saturnali che a Roma si svolgeva per il solstizio d'inverno e possiamo riconoscere nel personaggio di Carnevale una sorta di successore del Re dei Saturnali. E come quest’ultimo, che, dopo aver assunto il ruolo del Dio Saturno e del Re della Baldoria, alla fine veniva immolato, così il personaggio di Carnevale, dopo aver partecipato a tutte le manifestazioni di allegria e di baldoria, viene processato, condannato e bruciato. Il carnevale sta ad indicare uno dei riti di eliminazione del male per il principio dell'anno, ma allo stesso tempo anche di propiziazione della fertilità e abbondanza, come veniva indicato, presso i Romani, il sacrificio del Dio Saturno. Il periodo di Carnevale comincia, a seconda dei luoghi e di come è situata nel calendario la Pasqua, tra gennaio e febbraio e culmina nella settimana grassa: dal giovedì al martedì prima delle Ceneri per il calendario romano, dal lunedì al sabato per quello ambrosiano.
Nel corso dei secoli, gli usi e le tradizioni legati a questa festa sono cambiati, si sono caratterizzati. Tra i Carnevali più famosi bisogna ricordare quello di Viareggio con i carri allegorici in cartapesta, quello storico di Ivrea, con la battaglia delle arance, quello di Venezia, ricco e aristocratico, quello di Acireale, famoso in tutta la Sicilia, quelli di Fano e Santhia, tra i più antichi. Protagoniste sono sempre le maschere, il cui ruolo principale è spesso stato quello di scherno nei confronti dei potenti, ma anche dei vizi e dei tipi umani. Io adoro il Carnevale…e voi?


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